I5
Giovanni Boccaccio
Lì non si ride mai
Ninfale d'Ameto XLIX, 64-84

Ma pensi chi ben vede, se penoso
esser dovei e con amaro core,
quel loco abandonando grazioso.

Quivi biltà, gentilezza e valore,
leggiadri motti, essemplo di virtute,
somma piacevolezza è con amore;

quivi disio movente omo a salute,
quivi tanto di bene e d’allegrezza
quant’om ci pote aver, quivi compiute

le delizie mondane, e lor dolcezza
si vedeva e sentiva; e ov’io vado
malinconia e etterna gramezza.

Lì non si ride mai, se non di rado;
la casa oscura e muta e molto trista
me ritiene e riceve, mal mio grado,

dove la cruda e orribile vista
d’un vecchio freddo, ruvido e avaro
ognora con affanno più m’atrista,

sì che l’aver veduto il giorno caro
e ritornare a così fatto ostello
rivolge ben quel dolce in tristo amaro.











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